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home > storia > reportage 2002: running wild

FR ESP DE UK

RUNNING WILD

E’ arrivata finalmente !!!! La nave del Capitano Rolf Kasparek, ha ormeggiato nella fonda monzese.. Lo aveva promesso: lo spettacolo che avrebbe donato ai fans italiani sarebbe stato il più completo possibile. E così è stato. Un’ora a loro disposizione in cui l’ Italia ha potuto saziare la sua voglia di scorribande sonore nei sette mari del metallo più coinvolgente. Il pomeriggio di Rock’n’ Rolf è cominciato nel traffico milanese, prima e in quello monzese poi; direzione Stadio Brianteo con conseguente (mini) conferenza stampa e show d’ordinanza . La parola ordinanza suona più che mai fuori luogo, quando si sta parlando di un signore che molti (a torto?) definiscono “one man band”, dato che ogni spettacolo cui un fan dei Running Wild assiste, MAI è stancante o ritrito.

“Certo, il fatto di suonare in uno stadio e non in un’ambientazione medievale come il castello di Vigevano - dove avemmo modo di portare il nostro show due anni fa – ci dà modo di raggiungere un’audience molto superiore alla media. Credo sia meglio soprattutto per i fans che non l’ avranno a che fare con quelle fastidiosissime zanzare..Ah!Ah!” Questo risponde il Capitano quando gli viene posta la domanda circa le sue impressioni sulla location odierna. Incuriosisce anche il fatto che non si riesca a godere di un tour completo come quelli tedeschi su suolo italiano. “Il problema è legato al fatto del costo molto elevato dei nostri shows. Non sempre avremmo un’audience nutrita come oggi al Gods Of Metal e dovremmo fare i nostri conti a livello economico. Non so se riuscite a comprendermi.” Non c’è neanche da pensarlo, il nostro paese sarà anche quello d’ò sole, ma l’audience teutonica è tutta un’altra cosa, soprattutto in termini di affetto e fede incondizionata ad una band di metal rock classico. Chi si trova davanti Herr Kasparek , deve fare sempre i conti con la sua curiosità, che la porta inevitabilmente a chiedere al biondo singer cosa deve aspettarsi il fan dal suo show. La domanda è d’obbligo in questo caso , dato che lo show si sarebbe consumato di li a poco più di una mezz’oretta. ”Grosso modo il medesimo che abbiamo portato in tour a marzo (sigh... che ricordi! NdA. Vedi sezione concerti di Metallus.it) , con un sacco di effetti pirotecnici vecchi (meglio dire collaudati..ndA) e nuovi . Uno spettacolo oltre che per le orecchie , anche per gli occhi.” Ma se sorge spontanea la domanda su come la pensa circa la globalizzazione, in riferimento alle tematiche dell’ultimo disco, deciso, l’Ufficiale ti risponde che “Assolutamente non è un bene per l’umanità, solo per il fatto che “loro” (indovinate a chi si riferisce? NdA) mai ti verranno a raccontare come stanno realmente le cose !” Non adorare il modo affabile di trattare il proprio prossimo di questo ultraquarantenne musicista è impossibile: ti mette sempre a tuo agio, anche quando ti trovi al di là di una transenna , urlante ed adorante per lo spettacolo che ti sta proponendo. Il popolo del Gods, ha davanti una band in forma meravigliosamente smagliante , come del resto quasi tutte quelle esibites i oggi, 9 giugno. Botti di impatto visivo elevato annunciano l’entrata in scena dei pirati di Amburgo, che incalzano subito con ‘Welcome to Hell’ , seguita da classicissimi pezzi del calibro di ‘Bad To The Bone’ e ‘Riding The Storm’. Non è una band indecisa in alcuni punti, come poteva essere parso in Germania, a marzo. Matthias ha un drumming finalmente degno di cavalli di battaglia che non si sentivano da anni (ma tanti !!!) come Purgatory, per non parlare della precisione quasi chirurgica di basso e lead guitar. Nella playlist trova spazio anche la title track dell’ultimo album ‘The Brotherhood’, che vede un divertito Rock’n’Rolf inneggiare i ragazzi davanti a lui con una tuba degna del miglior baronetto ottocentesco. Va promozionato per benino il nuovo venuto, quindi è ‘Soulstrippers’ che si accolla il compito di portare un ottimo singolo targato 2002, in pasto agli affamati aficionados della band teutonica. Chiude il sipario in un carnascialesco tripudio di coriandoli e botti ferragostani ‘Victory’, title track dell’omonimo disco. Rolf, ci hai fatto sognare ancora una volta: le corde vocali non esistono quasi più e le braccia dolgono dal tanto agitarsi che hanno fatto , ma Monza è tua !!!