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PARADISE LOST
La carriera degli inglesi Paradise Lost inizia nel 1990
con l'album 'Lost Parade', ma è solo con il successivo
lavoro, 'Gothic', che il gruppo inizia a far parlare di
sé. È con questo disco che il gruppo comincia
ad unire la rabbia e l'energia del death metal con le fragili
melodie tipiche dark wave. Il disco riscosse un certo successo
e permise alla band di avventurarsi in un tour europeo ed
ottenere una maggiore visibilità. Il lavoro successivo,
'Shades Of God' non resterà nella storia tanto per
essere un disco innovativo quanto per contenere 'As I Die',
autentico inno per tutti i fan dei Paradise Lost. Nel 1993,
'Icon' fu la vera e propria pietra miliare sia nella discografia
del gruppo che nella storia dell'heavy metal, è in
questo disco che il connubio tra metal estremo e dark wave
comincia a dare i suoi frutti che giungeranno alla massima
maturazione con il successivo 'Draconian Times' del 1995.
A questo punto i Paradise Lost cercano di andare oltre,
iniziano a sperimentare con l'elettronica, seguendo idealmente
il lavoro dei Depeche Mode. Nel 1997 viene pubblicato 'One
Second', l'album che spaccherà in due la cerchia
dei loro fan. I lavori successivi, 'Host' e 'Believe In
Nothing' non fanno altro che acuire il contrasto tra i 'vecchi'
ed i 'nuovi' Paradise Lost, tra metal e musica elettronica
mischiata rock wave.
Nel 2002, l'ultimo arrivato 'Symbols Of Life', è
il disco che testimonia una nuova svolta in atto, liberando
la band da tutte le ombre del passato e portandoli verso
nuovi orizzonti. Solo un particolare resta invariato: la
tristezza che da sempre aleggia sul sound della band inglese.
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